Programma

Una città per tutti

Domodossola è una bella città racchiusa da stupende vallate; merita di essere non solo un’attrazione turistica, ma di vedere ritornare gli abitanti alla montagna, culla della tradizione e polo di eccellenza per quanto riguarda vivibilità servizi, benessere degli abitanti.

Città per tutti non è solo il nome di una lista civica, è la missione che ci contraddistingue: mettere la persona al centro di tutto.

Il programma è incentrato sulle persone e per le persone: sulle persone perché riteniamo indispensabile prendere in considerazione tutte le fasce sociali, dall’infanzia alla senilità, con una particolare attenzione alle fragilità in ambito sociale; per le persone perché intendiamo offrire soluzioni ai problemi che il cittadino affronta

il nostro programma in 5 parole chiave

EFFICIENTE
  • Utilizzare i fondi dei frontalieri per la realizzazione di un parcheggio da destinare ad uso esclusivo di questa categoria di lavoratori
  • Dare seguito a quanto già deliberato dal consiglio comunale, attivando il baratto amministrativo, che consente di sanare la propria posizione debitoria nei confronti dell’erario comunale svolgendo lavori utili alla comunità.
  • Usufruire dei beneficiari di reddito di cittadinanza, secondo la normativa vigente: ciò consentirebbe una reale inclusione sociale, realizzando al contempo progetti di pubblica utilità, attivabili in ambiti diversi (culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e dei beni culturali).
  • Prestare particolare attenzione alle periferie.
    Realizzare una nuova arteria (in parte già esistente) in regione Boschetto, per decongestionare il traffico in entrata ed uscita verso Villadossola.
  • Migliorare la fruibilità e il decoro della stazione internazionale, poiché si tratta del biglietto da visita della nostra città: attiveremo perciò costanti contatti con le varie società di Trenitalia, con l’obiettivo di abbattere le barriere architettoniche creando scivoli e ascensori necessari a raggiungere i binari.
  • Difendere il diritto alla sanità pubblica, che abbia liste di attesa rispettose dei parametri regionali.
INCLUSIVA
  • Potenziare servizi di trasporto, centri di ascolto, assistenza domiciliare e punti di incontro per anziani tramite convenzioni e collaborazioni con le molteplici realtà, anche associative, presenti sul territorio. Analogo progetto può essere attivato per aumentare la ricettività di nidi e scuole dell’infanzia. 
  • Avviare un capillare progetto per favorire l’accessibilità degli ingressi, in tutti i luoghi aperti al pubblico, alle persone con disabilità, inaugurando una politica di “scivoli al posto dei gradini”.
  • Sostenere l’anziano e la sua famiglia favorendo il mantenimento dell’autonomia personale e la permanenza al domicilio, in un’ottica di prevenzione dell’istituzionalizzazione.
  • Promuovere la solidarietà e la vita di relazione nell’ambito della famiglia e della comunità di riferimento.
  • Attivare  interventi socio assistenziali e/o sanitari domiciliari a sostegno dei soggetti più fragili o anziani.
  • Accompagnare, in caso di grave non autosufficienza, i pazienti in percorsi di accoglienza temporanei o permanenti in strutture residenziali.
  • Creare spazi dedicati ai giovani, sia implementando le aree pubbliche destinate allo sport, sia creando aree di aggregazione con adeguate infrastrutture (quali sale musica e spazi per co-working). Le aree individuate a tale scopo sono quelle l’ex macello e il nuovo edificio davanti al palazzo comunale (area ex carceri).
SOSTENIBILE
  • Promuovere le community energetiche, fornendo ai cittadini un valido strumento di risparmio, anche economico.
  • Accrescere il verde urbano, piantando un albero per ogni nato (come previsto dalla legislazione attuale) e istituendo un registro dove ogni bambino potrà rintracciare il luogo in cui è piantato il “suo” albero.
  • Incoraggiare la coltivazione di orti sociali, trasformando luoghi lasciati all’incuria e al degrado in spazi di rigenerazione e inclusione.
  • Frenare il consumo di suolo, valorizzando il patrimonio edilizio, pubblico e privato, già esistente.
  • Implementare la pista ciclabile, dando continuità razionale ai tratti esistenti: creare aree sosta lungo il tratto Domodossola-Villadossola aumenterebbe la fruibilità del percorso, rendendolo inoltre luogo di aggregazione sociale.
  • Realizzare una rete elettrica di trasporto pubblico, consentendo un costante collegamento fra centro e frazioni, investimento utile per le fasce più deboli e al contempo possibilità di decongestionare il traffico cittadino.
  • Intervenire sulla raccolta differenziata e sulla corretta gestione dei rifiuti, tramite l’introduzione del sacco conforme e della raccolta unica di plastica-vetro-carta, riducendo costi e disagi per l’utente.
UNITA
  • Rilanciare le periferie supportando e incentivando le iniziative, attive o potenziali, dei quartieri.
  • Avviare un piano di interventi per la manutenzione delle strade periferiche, non limitandosi al centro cittadino.
  • Riservare un’attenzione particolare al rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale, ad ogni nuovo ripristino delle arterie cittadine.
  • Ripristinare la passerella pedonale di collegamento fra Mocogna e Via Bognanco.
  • Potenziare i punti luce soprattutto nelle zone periferiche e nelle frazioni, concordando un piano con le Consulte.
  • Completare la rete fognaria della città, con particolare attenzione alle periferie.
  • Promuovere una cittadinanza attiva e partecipe alla tutela dei beni comuni, ripensando la piattaforma on line del Comune non più soltanto in termini di presenza ma di dialogo con gli abitanti.
VICINA A TE
  • Rendere Domodossola comune di riferimento per tutta l’Ossola, rafforzandola in quel ruolo di promotore che le spetta per quanto riguarda istruzione e turismo: ciò verrà attuato creando un’efficace ed efficiente rete di trasporto, in grado di coordinare le coincidenze dei mezzi e gli orari lezioni; allo stesso tempo, si provvedrà a istituire calendari comuni per gli eventi.
  • Incentivare la creazione di attività produttive sul territorio comunale anche tramite agevolazioni fiscali.
  • Ridisegnare la mappa del mercato del sabato, coinvolgendo attivamente le rappresentanze mercatali per ottenere un progetto condiviso, sia in termini di percorso che di priorità di assegnazione spazi espositivi.
  • Prevedere la realizzazione di opere improcrastinabili, concordandole direttamente con i cittadini dei quartieri (bilancio partecipato).
  • Restituire al Comune la sua funzione di casa dei cittadini, adeguando gli orari di apertura al pubblico non solo alla normativa, ma anche alle specifiche esigenze della popolazione, soprattutto in concomitanza di particolari scadenze. Valutare l’efficacia del servizio mediante un questionario di gradimento da sottoporre agli utenti.
SANITÀ: NOI LA PENSIAMO COSÌ...

L’elezione a sindaco determina l’assunzione di piene responsabilità nella gestione della cosa pubblica che riteniamo debba avvenire nel rispetto dei rapporti con tutte le parti interessate che devono essere coinvolte prima di ogni decisione avendo ben presente  il principio che la gestione della cosa pubblica deve avvenire ispirandosi alla diligenza del buon padre di famiglia. Questo vale, logicamente, non soltanto per la sanità ma per qualsiasi tema e questione da trattare.

La sanità e l’ospedale è da anni al centro di presso di posizioni differenti e contraddittorie per certi versi, da parte delle forze politiche ai vari livelli (comunale, provinciale, regionale e nazionale), fermo restando che la materia, alla fine, è di competenza regionale.

Un’amministrazione comunale nella persona del sindaco, deve avere ben chiaro, prima di esprimersi, i pro e contro di ogni decisione, senza assumere posizioni legate più che altro a bramosie di visibilità e di primato assoluto, ma al contrario debba contribuire per risolvere la questione in modo strutturale e definitivo per il medio e lungo termine, che consenta a tutti gli appartenenti del V.C.O. di essere a pari livello senza discriminazioni.

Ricordando che alla fine l’ultima parola spetta alla Regione, ma a livello di Comune è lecito collaborare per offrire soluzioni che garantiscano a tutti i residenti del VCO uguali diritti. È indubbio che se si aspira ad una sanità ospedaliera migliore, efficace, efficiente, di buon livello con costi sostenibili nel tempo, che attragga professionalità di eccellenza, si debba ragionare in termini di un unico ospedale che non può avere meno di 400 posti letto, da realizzarsi in un sito che non privilegi nessuno ai fini dell’accesso.

Questo contribuirebbe di molto anche a ridurre il ricorso al privato, al quale la nostra ASL  si rivolge annualmente pagando decine di milioni di euro per l’acquisto di prestazioni, porterebbe inoltre ad una drastica riduzione  degli oneri di mobilità passiva  -prestazioni che la Regione paga per ogni paziente che va a farsi curare fuori dal Piemonte-.

Se questa strada non fosse ritenuta oggettivamente percorribile dalla Regione, pensiamo che l’alternativa debba essere il miglioramento e potenziamento degli attuali presidi (per i quali l’ASL VCO ha già iscritto e previsto urgenti somme per ammodernamento ed attrezzature), allargando le fasce di specialità,  aumentando l’offerta con il mantenimento di DEA a Domodossola e Verbania poiché  entrambe queste realtà hanno specificità di zona: una montana, l’altra lacustre.

Riteniamo altresì che in entrambi i casi, non solo a parole come si sta facendo da decenni, si debba intervenire da subito a potenziare la sanità territoriale con punti sempre più capillari di accesso locale  sul modello delle case della salute, nonché con riguardo ai Dipartimenti di salute Monetale e dei SERD  (servizio per combattere tutte le dipendenze).